Fahrenheit 451: leggerlo sarà un regalo bellissimo che vi farete
C'era una volta un libro di fantascienza, scritto nel 1953. Ma se, nel 2016, era diventato così simile alla realtà, in certi aspetti, da essere sconcertante, si poteva davvero definire ancora di fantascienza?
Ieri sera ho finito Fahrenheit 451: ecco perchè, secondo me, dovrebbe essere un libro letto da tutti.
Formato: Brossura
Pubblicato: 1953 (prima edizione).
Pagine: 195 (edizione italiana)
Prezzo: €8.93 - Acquista su Amazon (in italiano) - Acquista su BookDepository (in inglese)
Uscito in Italia?: Sì, edito da Mondadori
Genere: Classici Moderni
Saga: standalone
Adattamenti: film del 1966
Trama (da Goodreads): Montag fa il pompiere in un mondo dove gli incendi, anziché essere spenti, vengono appiccati. Armati di lunghi lanciafiamme, i militi irrompono nelle case dei sovversivi che conservano libri o altra carta stampata e li bruciano: così vuole la legge. Ma Montag non è felice della sua esistenza alienata, fra giganteschi schermi televisivi e slogan, con una moglie indifferente e passiva e un lavoro che svolge per pura e semplice routine. Finché un giorno, dall'incontro con una donna sconosciuta, nasce un sentimento impensabile, e per Montag il pompiere inizia la scoperta di un mondo diverso da quello in cui è sempre vissuto, un universo di luce non ancora offuscato dalle tenebre della società tecnologica imperante.
Inizialmente non ero molto entusiasta, perchè ci troviamo subito immersi nell'azione, senza capire bene quello che sta succedendo (almeno io). Lo stile di scrittura è particolare, molto descrittivo e spesso si ha alternanza tra presente, passato o semplicemente riflessioni del personaggio principale, Montag, senza che vi sia davvero uno stacco a livello narrativo. Per questo motivo all'inizio ero un po' disorientata, ancor di più per la ricchezza di dettagli e particolari. Il modo più semplice per descrivere questa sensazione, secondo me, è paragonare il libro all'arte futurista: spesso l'autore parla più per suoni e colori, anzichè parole, e gli eventi si confondono e sovrappongono, anche se più nella parte iniziale del libro. Tanti elementi ricordano poi il futurismo, come l'ossessione della società per la velocità, o la sua vita frenetica, sempre in moto, anche se vuota. Un'altra impressione molto forte che ho avuto, leggendolo, è di stare guardando un film, più che leggendo in libro, proprio per la forte capacità evocativa dell'autore. Tutto ciò, come ho detto prima, all'inizio disorienta un po' (che sia forse voluto?). Poi però ci si abitua e si inizia a capire come sia questo mondo distopico, come funzioni.
E, a un certo punto, mi sono resa conto che sarebbe diventato uno dei miei libri preferiti. Senza scendere troppo nel dettaglio, circa ad un terzo del libro c'è un dialogo tra Montag e il suo capo, Beatty (più un monologo, in realtà), in cui l'autore ci descrive come si sia giunti a questa situazione. E ciò che dice è così pregnante di significato, così profetico, che ho dovuto interrompere la lettura. Perchè Bradbury descrive un mondo senza letteratura molto simile al nostro, a tal punto preciso da essere inquietante. E' un futuro distopico, è vero, ma estremamente verosimile. Mi rendo conto che potrei aver apprezzato il libro così tanto perchè l'ho letto adesso, in questo momento storico e a quest'età, ma ciò, per quanto mi riguarda, non ne riduce la qualità.
Al di là di una descrizione della nostra società molto accurata, è un libro che tocca numerosi argomenti, pur nella sua brevità. Lo considererei quasi un saggio filosofico, che sottolinea l'importanza della cultura nel garantire la capacità critica delle persone. Si toccano aspetti come la politica, o la felicità ed è un'opera che è quasi una dichiarazione d'amore per i libri, senza i quali la vita delle persone risulta vuota e insignificante, seppur apparentemente più felice.
In generale è una lettura che consiglio vivamente, anche a chi non ama particolarmente i libri distopici. Perchè se è vero che un classico è un libro che non ha mai finito di dire quello che ha da dire, beh, Fahrenheit 451 ha da dire ancora molto.
Ieri sera ho finito Fahrenheit 451: ecco perchè, secondo me, dovrebbe essere un libro letto da tutti.
Scheda
Titolo Originale: Fahrenheit 451Formato: Brossura
Pubblicato: 1953 (prima edizione).
Pagine: 195 (edizione italiana)
Prezzo: €8.93 - Acquista su Amazon (in italiano) - Acquista su BookDepository (in inglese)
Uscito in Italia?: Sì, edito da Mondadori
Genere: Classici Moderni
Saga: standalone
Adattamenti: film del 1966
Trama (da Goodreads): Montag fa il pompiere in un mondo dove gli incendi, anziché essere spenti, vengono appiccati. Armati di lunghi lanciafiamme, i militi irrompono nelle case dei sovversivi che conservano libri o altra carta stampata e li bruciano: così vuole la legge. Ma Montag non è felice della sua esistenza alienata, fra giganteschi schermi televisivi e slogan, con una moglie indifferente e passiva e un lavoro che svolge per pura e semplice routine. Finché un giorno, dall'incontro con una donna sconosciuta, nasce un sentimento impensabile, e per Montag il pompiere inizia la scoperta di un mondo diverso da quello in cui è sempre vissuto, un universo di luce non ancora offuscato dalle tenebre della società tecnologica imperante.
Recensione
Non c'è bisogno di bruciare libri per distruggere una cultura. Basta fare in modo che la gente smetta di leggereCome forse avrete già intuito dalla mia piccola introduzione, questo libro mi ha segnato profondamente. E' molto breve, in molte edizioni meno di 200 pagine, quindi forse vi starete chiedendo come sia possibile.
Inizialmente non ero molto entusiasta, perchè ci troviamo subito immersi nell'azione, senza capire bene quello che sta succedendo (almeno io). Lo stile di scrittura è particolare, molto descrittivo e spesso si ha alternanza tra presente, passato o semplicemente riflessioni del personaggio principale, Montag, senza che vi sia davvero uno stacco a livello narrativo. Per questo motivo all'inizio ero un po' disorientata, ancor di più per la ricchezza di dettagli e particolari. Il modo più semplice per descrivere questa sensazione, secondo me, è paragonare il libro all'arte futurista: spesso l'autore parla più per suoni e colori, anzichè parole, e gli eventi si confondono e sovrappongono, anche se più nella parte iniziale del libro. Tanti elementi ricordano poi il futurismo, come l'ossessione della società per la velocità, o la sua vita frenetica, sempre in moto, anche se vuota. Un'altra impressione molto forte che ho avuto, leggendolo, è di stare guardando un film, più che leggendo in libro, proprio per la forte capacità evocativa dell'autore. Tutto ciò, come ho detto prima, all'inizio disorienta un po' (che sia forse voluto?). Poi però ci si abitua e si inizia a capire come sia questo mondo distopico, come funzioni.
E, a un certo punto, mi sono resa conto che sarebbe diventato uno dei miei libri preferiti. Senza scendere troppo nel dettaglio, circa ad un terzo del libro c'è un dialogo tra Montag e il suo capo, Beatty (più un monologo, in realtà), in cui l'autore ci descrive come si sia giunti a questa situazione. E ciò che dice è così pregnante di significato, così profetico, che ho dovuto interrompere la lettura. Perchè Bradbury descrive un mondo senza letteratura molto simile al nostro, a tal punto preciso da essere inquietante. E' un futuro distopico, è vero, ma estremamente verosimile. Mi rendo conto che potrei aver apprezzato il libro così tanto perchè l'ho letto adesso, in questo momento storico e a quest'età, ma ciò, per quanto mi riguarda, non ne riduce la qualità.
Al di là di una descrizione della nostra società molto accurata, è un libro che tocca numerosi argomenti, pur nella sua brevità. Lo considererei quasi un saggio filosofico, che sottolinea l'importanza della cultura nel garantire la capacità critica delle persone. Si toccano aspetti come la politica, o la felicità ed è un'opera che è quasi una dichiarazione d'amore per i libri, senza i quali la vita delle persone risulta vuota e insignificante, seppur apparentemente più felice.
In generale è una lettura che consiglio vivamente, anche a chi non ama particolarmente i libri distopici. Perchè se è vero che un classico è un libro che non ha mai finito di dire quello che ha da dire, beh, Fahrenheit 451 ha da dire ancora molto.
TL;DR
Un libro particolare e bellissimo, consigliato a tutti.
La mia valutazione:
Fatemi sapere, se lo avete letto, che ne pensate nei commenti! Se non vi è piaciuto, perchè? Son molto curiosa. E se avete delle distopie da consigliarmi sono tutt'orecchi :)




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