Recensione de Il Mondo Nuovo (Aldous Huxley)
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Ormai sono lanciata sulle distopie, questo mi sembra chiarissimo. Sinceramente dopo la delusione di Harry Potter (delusione che, temo, non sottolineerò mai abbastanza) avevo bisogno di andare sul sicuro. E quale libro migliore di un bel classico? Il caso vuole che Il Mondo Nuovo fosse a portata di mano perchè acquistato di recente e piuttosto corto. Quindi, che vi devo dire: mi sono buttata! E ho fatto bene.
Scheda
Titolo Originale: Brave New WorldGenere: distopico
Prezzo: € 11.90 - Acquista su Amazon
Pagine: 364
Trama: Scritto nel 1932, "Il mondo nuovo" è un romanzo dall'inesausta forza profetica ambientato in un immaginario stato totalitario del futuro, nel quale ogni aspetto della vita viene pianificato in nome del razionalismo produttivistico e tutto è sacrificabile a un malinteso mito del progresso. I cittadini di questa società non sono oppressi da fame, guerra, malattie e possono accedere liberamente a ogni piacere materiale. In cambio del benessere fisico, però, devono rinunciare a ogni emozione, a ogni sentimento, a ogni manifestazione della propria individualità.
Recensione
Le parole possono essere paragonate ai Raggi X; se si usano a dovere, attraversano ogni cosa. Leggi, e ti trapassano.
Avevo scritto un paio di paragrafi riguardo al libro, toccato il concetto di come lo veda un'utopia distopica, della dualità del messaggio (da una parte il fascino di una società senza sofferenza e una vita priva di incertezze, dall'altro l'orrore dato dall'assenza di sentimenti e emozioni vere, o semplicemente di arte e cultura), ma alla fine ho una sola cosa da dire: leggetelo!
Diciamo che ormai credo che sia chiaro che quando si tratta di libri distopici sono di parte. Il fatto è che mi affascina vedere come questi autori siano riusciti, nei loro mondi snaturati, a colpire spesso nel segno. La realtà che descrive Huxley non è poi così lontana dalla nostra: il progresso scientifico ci sta avvicinando sempre più alla selezione genica, e da lì cosa ci ferma dal pensare una società scritta a tavolino, dove a ognuno viene affidato un ruolo ben specifico? Dopotutto il concetto di casta non ci è poi così estraneo. Certo, il sistema descritto dall'autore per ottenere questa società è quanto mai bizzarro e forse non così scientificamente probabile, ma assolutamente geniale in realtà. E di nuovo, non così lontano da noi: non siamo forse circondati da messaggi e beni che ci incitano a ricercare piaceri brevi ed effimeri (pubblicità, programmi televisivi di basso spessore, social network)?
Insomma, potrei scrivere paragrafi e paragrafi su questo libro, considerando che non ho toccato per esempio i personaggi, ciascuno dei quali è funzionale sia alla narrazione che al messaggio finale del libro stesso. Però il punto è che Il Mondo Nuovo è una di quelle letture che senza dubbio fa riflettere. Se si toglie questo aspetto rimane comunque un racconto di fantascienza molto fantasioso (o realistico?) e sicuramente ben scritto. Proprio a questo proposito una menzione d'onore va allo stile narrativo, particolarmente evocativo.
Voto Finale:
Se piacciono le distopie è un must read, se piace la fantascienza pure. Se non piace nessuna delle due rimane comunque un classico. Se nessuna di queste tre cose vi interessa passate oltre. Ma secondo me fate male!
Bene, e con Huxley mi manca solo Zamjatin, cui parrebbe si siano ispirati tutti i libri distopici moderni. Comprarlo l'ho comprato, a breve verrà anche letto.
Qual è il vostro libro distopico preferito? O quale, secondo voi, meriterebbe di essere molto più famoso?
Fatemelo sapere nei commenti!


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