La Grande Scommessa
The truth is like poetry - and most people fucking hate poetry.La verità è come la poesia - e la maggior parte delle persone odia la poesia.
Inizialmente La Grande Scommessa non mi ispirava più di tanto: un film sulla crisi, dopo che all'università ne ho sentito parlare in quasi tutti i corsi. Potete capire come non fossi poi così motivata.
Poi, l'altro ieri sono uscite le candidature agli Oscar. Molto spesso non concordo con le scelte dell'Academy, ma ammetto di essermi fatta irretire dalle 5 candidature ricevute da questo film (film, regia, attore non protagonista, sceneggiatura non originale e montaggio). Così ieri sera sono andata a vederlo.
Tratto dal libro The Big Short di Michael Lewis, il film ripercorre gli avvenimenti prima della crisi (del 2008) e parte della crisi stessa.
Siamo nel 2005: il mercato immobiliare non è mai stato così solido e i mercati finanziari impazziscono per i CDO, o obbligazioni di debito collateralizzate (garantite dai mutui degli americani). Ma non è tutto oro ciò che luccica: l'eccentrico Michael Burry, gestore di un hedge fund, scopre delle irregolarità nei CDO e si rende conto che non si tratta di altro che di un'altra bolla pronta a scoppiare. L'intero sistema finanziario è a rischio di un collasso, e la strategia migliore da seguire è investire in CDS (credit default swap) scommetendo contro l'apparente andamento positivo del mercato.
L'analisi del dottor Burry attira l'attenzione di altri outlier nel campo della finanza, Mark Baum, Jared Vennet e due giovani inesperti dal nome di Charlie Geller e Jaimie Shipley, i quali decidono a loro volta di invesire in CDS.
Certo è che, almeno all'apparenza, La Grande Scommessa si presenta come un film noioso e difficile da seguire, specialmente per chi è completamente digiuno di economia. In più il regista non è noto per aver mai realizzato film più "impegnati", dedicandosi principalmente alle commedie.
Invece, contro ogni mia aspettativa, si è rivelato un gran bel film, meritevole di tutte le candidature che ha ricevuto.
L'argomento è molto difficile da trattare e, come ho già scritto, può risultare senza troppe difficoltà noioso. Invece non ci troviamo di fronte ad un polpettone narrato con tono grave e paternalista: l'argomento apparantemente noioso viene sdrammatizzato dal ricorso ad una narrazione dal tono leggero e scherzoso. Si rivolge a noi spettatori un narratore fuori campo (Ryan Gosling) che ci introduce i personaggi e gli argomenti in modo diretto e semplice, senza prendersi sul serio. I "paroloni" e concetti economici complessi (cosa sono dei CDO? Cos'è un CDS?) vengono vengono affrontati tramite divertentissime scenette tratte dalla vita quotidiana, dove vediamo cammei di star quali Margot Robbie, che ci fornisce una lezione di economia ricoperta di schiuma, o Selena Gomez.
Adam McKay regala quello che mi piace definire un thriller economico: un film frenetico e privo di momenti morti, ricco intramezzi divertenti che spezzano la serietà delle vicende narrate e strappano una risata agli spettatori.



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